menti in fuga - le voci parallele

menti in fuga - le voci parallele / menti critiche / @Giovanni_Dursi / Atomi reticolari delle "menti critiche", impegnati nella trasformazione sociale e "messa in questione del rapporto tra la forma capitalista (intesa come Gestalt, come forma della percezione) e la potenza produttiva concreta delle forze sociali, particolarmente la potenza dell’intelletto generale"

mercoledì 11 ottobre 2017

Cerchiamo ancora: Capitalismo e società all’inizio del XXI secolo

Cerchiamo ancora: capitalismo e società all’inizio del XXI secolo - Giovedì 19 ottobre l’incontro inaugurale del ciclo di seminari formativi organizzato dal CRS e curato da Alessandro Montebugnoli

Contenuti, ispirazione, propositi
Il capitalismo di oggi sullo sfondo del capitalismo di sempre, il capitalismo al tempo delle piattaforme digitali sullo sfondo del capitalismo ‘in quanto tale’; e poi la vita del sistema e quella della società, il funzionamento dei mercati e l’orizzonte normativo dello ‘sviluppo umano’. Ragioni sostanziali fanno sì che il quadro degli argomenti e degli interessi di ricerca difficilmente potrebbe essere più largo. Almeno in parte, però, l’ampiezza di un panorama può essere riscattata dalla specificazione del punto di vista o del layer – che si adotta. Meglio ancora, l’estensione di un territorio può essere compensata dalla comunicazione, prima di partire, del cammino che si pensa di percorrere.

Da sempre, il capitalismo ha impresso nella forma merce una verve espansiva che non prevede e non sopporta limiti; da sempre vi ha iscritto l’‘istruzione’ di plasmare quante più aree e quanti più aspetti sia possibile delle vite private e di quella collettiva. Alle soglie dell’età moderna, il mercato ne ha ricavato pretese di validità che in effetti, già nel concetto, configurano un’attitudine di tipo ‘imperialistico’. La messa a fuoco di quest’ultima – della sua natura, degli attori che ne sono interpreti, dei dispositivi grazie ai quali ha sempre dispiegato i suoi cospicui effetti – costituisce parte integrante delle finalità che il seminario intende perseguire.
Al tempo stesso, considerazioni del genere faranno da sfondo a un discorso più ravvicinato. Il grosso dell’attività seminariale sarà infatti dedicato alle pretese di egemonia della forma merce leggibili nell’evoluzione recente e nell’attuale configurazione del capitalismo: l’offensiva neoliberista nei confronti dei servizi pubblici, la colonizzazione mercantile dei mondi della vita quotidiana e della stessa ‘interiorità’, la manipolazione delle questioni legate ai planetary boundaries e altro ancora, compreso lo sfruttamento commerciale delle identità personali in più sensi associato al capitalismo delle piattaforme digitali. Dell’attitudine imperialistica del mercato, il seminario intende appunto documentare le principali manifestazioni che oggi la confermano, e alle quali, anche, appartengono le crisi che in questo inizio di Ventunesimo secolo, come tante altre volte nella storia del capitalismo, hanno fatto da contrappasso alla mancanza di misura delle sue pretese. Che la verve espansiva della forma merce sia insofferente d’ogni limite non significa infatti che non incontri ostacoli, né che sia sempre sicura dei propri mezzi e del proprio modo di procedere.
Così definito, l’argomento si presta bene a tenere insieme un approccio di tipo ‘analitico’ e uno di carattere ‘fenomenologico’.
In primo luogo, è chiaro che la dinamica della forma merce va descritta, ricostruita e spiegata come quel fatto sistemico che in effetti è. Per questo aspetto, il linguaggio del seminario sarà quello delle discipline pertinenti alla sua materia: in generale la teoria economica e la sociologia, aperte ai buoni venti della riflessione storica e condite con una certa dose di filosofia; ma anche discipline più ‘specifiche’, variamente chiamate in causa dalla suddetta operazione di documentazione.
D’altra parte, è pur vero che nella dinamica della forma merce avvertiamo che si tratta del modo in cui viviamo, con il suo inevitabile portato riflessivo – la “vecchia questione”, come dice Beck, del modo in cui vogliamo vivere. In questo senso, un argomento importante ‘per noi’, per il segno che ne ricavano le esperienze delle quali ci capita di essere partecipi, come tale suscettibile di essere affrontato in chiave comprendente. Così, l’impostazione del seminario prevede che vi abbiano diritto di cittadinanza anche le percezioni della realtà depositate nella soggettività dei presenti, ravvisando in esse la dignità di uno specifico modo di conoscere.
Come vogliamo vivere: la domanda fa sì che il discorso non possa non aprirsi a considerazioni intorno al ‘che fare’. Non tanto, o almeno non immediatamente, in chiave ‘propositiva’, quanto, innanzi tutto, in termini di orientamento dell’agire politico. Meglio ancora, nei termini di un orizzonte di senso che collochi il ‘che fare’ all’altezza delle attuali contingenze storiche.
Molti anni fa, su questa lunghezza d’onda, Claudio Napoleoni ebbe a sostenere l’idea che “si tratta di allargare nella massima misura possibile la differenza tra il capitalismo e la società”. Intuitivamente, fatta salva la necessità di dedicare alla ‘società’ un discorso non meno impegnativo di quello sul capitalismo, il collegamento con il tema della verve imperialistica iscritta nella forma merce non dovrebbe essere difficile da cogliere. Così, tra schiette ragioni di consenso e qualche (non trascurabile) distinguo, la parte del seminario più vicina alla politica farà perno sulla formula appena riferita – cercando di precisarne il contenuto ideale, di portarla a esisti più determinati e di mettere a fuoco, anche, il singolare mélange di radicalità e ragionevolezza che la contraddistingue.
Va da sé che il punto di vista che verte sull’imperialismo della forma merce non è l’unico possibile. Senza dubbio, la realtà del capitalismo si presta ad altre critiche, in certo modo, anche, più immediate: basti pensare agli insensati livelli di disuguaglianza raggiunti negli ultimi decenni, che in un certo senso si impongono da soli come argomento di studio e di denuncia. Nondimeno, quello selezionato sembra un punto di vista che non conviene disattendere, e anche abbastanza comprensivo. Prendiamo ancora, come esempio, il tema dell’eguaglianza: a parte la nota domanda di Sen, of what?, che in effetti si sposa bene con il mood del seminario, quest’ultimo comprende anche l’idea che gli attuali livelli di dispersione dei redditi non siano affatto privi di rapporto con le pretese di egemonia della forma merce, e che in effetti convenga partire da queste per arrivare a quelli, perché il percorso inverso non è altrettanto agevole. Cosa ancora più importante, la critica delle pretese di egemonia della forma merce non sembra affatto priva di rilievo dal punto di vista delle strategie da adottare per venire a capo dei problemi legati al binomio occupazione-redditi – che tanta parte hanno nel ‘che fare’ - Qui il PDF.

 L’articolazione tematica
Di seguito, i titoli dei 25 incontri in programma. L’ordine deve essere ritenuto indicativo, soggetto a variazioni. Cliccando sui nomi delle sezioni si accede a brevi illustrazioni degli argomenti che allo stato degli atti, fatto salvo quanto emergerà nel corso dei lavori, formano il percorso di ricerca che sarà proposto ai partecipanti. Il risvolto della brevità è una discreta densità, dovuta all’intenzione di consentire una presa di contatto abbastanza ravvicinata con le tesi dalle quali, di volta in volta, il seminario prenderà le mosse. Nello stesso spirito, questo link consente di accedere testo della relazione introduttiva che sarà presentata in occasione del primo incontro.
Centro per la riforma dello Stato

1. Cerchiamo ancora
Percorso 1
La visione del capitalismo
2. La figura del processo di accumulazione
3. Innovazioni radicali e profitti straordinari
4. Le “alte vette” della finanza
Le categorie del sociale
5. Il nesso di individualizierung e socializierung
6. La pluralità delle forme di riconoscimento
7. La rosa delle forme nella croce della vita materiale
La forma del problema
8. La differenza di società e capitalismo
9. I capitalisti in un’economia non capitalistica
10. Eticità e politica
Percorso 2
Problemi di storia recente
11. Dalla Golden Age alla Global Turbolence
12. La New Economy
13. Le crisi del 2001 e del 2008
Spazi di crescita e vincoli di ragionevolezza
14. Il paradigma digitale
15. La Green Economy
16. I servizi sanitari
17. Il “capitalismo culturale”
18. Il terziario povero
Cittadinanza, occupazione e reddito
19. Dagli Internal ai Transitional Labour Markets
20. Il contributo del settore pubblico
21. Il reddito e il lavoro nell’arco della vita
A scala globale
22. Le proiezioni geografiche del capitalismo
23. La fine del secolo americano
24. Dove va la Cina?
25. Problemi di ordine monetario internazionale

Docenti
La conduzione del seminario è affidata ad Alessandro Montebugnoli; sono previsti interventi di Cristiano Antonelli, Vincenzo Artale, Laura Bazzicalupo, Salvatore Biasco, Michela Cerimele, Giorgio Cesarale, Giulio De Petra, Alisa Del Re, Lelio Demichelis, Tristana Dini, Nerina Dirindin, Ida Dominijanni, Roberto Finelli, Elena Granaglia, Cristina Morini, Giorgio Rodano.

Per partecipare
L’iniziativa è rivolta a giovani studiose/i di economia, sociologia, scienze politiche, storia e filosofia, o comunque interessate/i ai temi illustrati nelle schede.
Gli incontri si terranno con cadenza settimanale, il giovedì dalle 17.00 alle 20.30.
Il seminario inaugurale si terrà giovedì 19 ottobre, alle ore 17, nella sala conferenze di via della Dogana Vecchia 5.
Sono chiuse le iscrizioni per il cui perfezionamento è possibile effettuare il pagamento della quota di euro 100 tramite bonifico da destinarsi entro il 23 ottobre a:
CENTRO PER LA RIFORMA DELLO STATO ONLUS
Banca di Credito Cooperativo – Agenzia di Roma 21
IBAN: IT96A0832703221000000002925
In alternativa è inoltre possibile effettuare il pagamento direttamente in contanti in occasione del primo incontro previsto per giovedì 19 ottobre.
Coloro che avranno seguito con continuità l’attività seminariale riceveranno un attestato di frequenza e potranno partecipare alla realizzazione di un volume collettivo, dedicato alla documentazione delle idee che avranno avuto modo di sedimentarsi nel corso degli incontri.

domenica 3 settembre 2017

Giorni selvaggi - Inizia la stagione torinese della letteratura internazionale

La grande stagione torinese della letteratura internazionale sta arrivando!
A partire da Settembre, il Circolo dei lettori con il Salone Internazionale del Libro portano a Torino il meglio della letteratura proveniente da tutto il mondo.
→ giovedì 7 settembre ore 21 | Circolo dei lettori RICHARD MASON Il respiro della notte (codice)
con Francesco Pacifico, scrittore
info qui

→ lunedì 11 settembre ore 18 | il Circolo dei lettori FERNANDO ARAMBURU Patria (Guanda)
con Michela Murgia, scrittrice
in collaborazione con Guanda
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→ lunedì 11 settembre ore 21 | il Circolo dei lettori WILLIAM FINNEGAN Giorni Selvaggi (66thand2nd)
info qui

→ martedì 12 settembre ore 18.30 | il Circolo dei lettori ELIZABETH STROUT Tutto è possibile (Einaudi)
con Elena Varvello, scrittrice
in collaborazione con Einaudi, Il Tempo delle donne e Pordenonelegge
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→ mercoledì 13 settembre ore 18 | Biblioteca Civica Centrale YU HUA Il settimo giorno (Feltrinelli)
info qui

→ sabato 16 settembre ore 18 | il Circolo dei lettori NORMAN MANEA Corriere dell’Est (il Saggiatore)
con Andrea Bajani, scrittore ed Edward Kanterian, filosofo
info qui

→ sabato 21 ottobre ore 21 | Scuola Holden COLSON WHITEHEAD La ferrovia sotterranea (Sur)
→ mercoledì 25 ottobre ore 18.30 | il Circolo dei lettori PATRICK MCGRATH La costumista (La Nave di Teseo)
→ martedì 21 novembre ore 21 | il Circolo dei lettori GEOFF DYER Sabbie bianche (il Saggiatore)
→ ottobre | il Circolo dei lettori ANDREW SEAN GREER Less (La Nave di Teseo)
Partner Scuola Holden Storytelling & Performing Arts, COLTI – Consorzio Librerie Indipendenti di Torino, Biblioteche Civiche Torinesi, Torino Rete Libri, Babel Libreria Internazionale
Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

venerdì 18 agosto 2017

festivalfilosofiasullearti 2017

Da venerdì 15 a domenica 17 settembre torna il festival della filosofia con (programma completo) lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli, cene filosofiche, Tra i protagonisti Bodei, Bianchi, Cacciari, Cucinelli, Galimberti, Marzano, Recalcati, Severino, Vegeti Finzi, Lipovetsky, Cliffor.

Il programma è stato illustrato presso la sede della stampa estera a Roma, per sottolineare ancora una volta la valenza non solo nazionale, ma internazionale che ha ormai assunto il festival, giunto alla sua diciassettesima edizione. Una edizione che presenta una novità organizzativa importante, nel segno della continuità. E' il primo festival diretto da Daniele Francesconi, che ha ereditato il compito dalla "mamma" del festival Michelina Borsari ora membro del Comitato scientifico permanente del festival. "Sarà una direzione nel segno della continuità - ha spiegato il neo direttore Francesconi - Ma con le antenne sempre alte per cogliere le novità dei nostri tempi, conoscere e far conoscere i nuovi volti della filosofia e del pensiero contemporaneo" pensatori che quest'anno saranno chiamati a confrontarsi con un tema quanto mai vasto e impegnativo: quello delle arti.
"Se si pensa all'arte il pensiero va subito all'opera d'arte, ai quadri, alle sculture - ha commentato Michelina Borsari - Noi invece vogliamo focalizzarci su quelle che sono le pratiche delle arti, il creare e le forme della creazione. Ecco esploreremo la radice comune e spesso sottovalutato della parola arti, quella che collega le arti alle tecniche che si trasforma negli oggetti fatti ad arte, con la maestria che accomuna artisti e artigiani Fino d arrivare alla messa in mostra di sè che caratterizza buona parte dell'epoca in cui viviamo. Sono tanti gli spunti che meritano di essere approfonditi e che ci aiuteranno a capire tantecose".
Per il territorio modenese questo  tema pemette di mettere in vetrina comuni che dell'arte del saper creare hanno fatto la forza e il traino della propria storia, specie sul piano economico, ma non solo. Gli artigiani del tessile a Carpi, quelli della ceramica a Sassuolo, quelli dei motori a Modena sono solo alcuni degli esempi sottolineati dai sindaci di Modena, Muzzarelli, di Carpi Bellelli, di Ssassuolo Pistoni nel salutare con entsiasmo la scelta di questo tema.  

giovedì 13 luglio 2017

Pensiero politico sullo "Stato sociale" tra '800 e '900





MERCOLEDI’ 3 MAGGIO 2017: LE LACERAZIONI DELLA CULTURA LIBERALE DELL’OTTO E DEL NOVECENTO, TRA LAISSEZ FAIRE E POLITICHE SOCIALI
Un antecedente da ricordare: la polemica in Inghilterra sulla Poor law. La revisione in senso sociale delle categorie dell’economia politica in J. S. Mill. Dall’utilità alla giustizia morale: gli “idealisti oxfordiani” e i compiti dello Stato. Le esasperazioni dell’individualismo (Spencer) e le reazioni del liberalismo socialisteggiante (Hobhouse). I piani Beveridge. L’apporto liberale al welfare maturo.












Parigi 1848: Luis Blanc presiede
presso il Palazzo del Lussemburgo la Commissione sui problemi del lavoro
La Seconda Internazionale (1889): Eduard Bernstein e Karl Kautsky

MERCOLEDI’ 10 MAGGIO 2017: TEORIE SOCIALDEMOCRATICHE SULLO STATO SOCIALE, DAL RIFORMISMO OTTOCENTESCO ALLA “TERZA VIA”
Le prime rivendicazioni di un ruolo sociale dello Stato: la lotta per il diritto al lavoro. La socializzazione come esito di una lunga marcia riformatrice: la Scuola Fabiana. Il dibattito sulle tesi di Bernstein e l’approdo riformatore del socialismo della Seconda Internazionale. La socialdemocrazia novecentesca e la costruzione di un apparato ideale per il welfare. Altre ideologie solidariste: la componente religiosa dello stato sociale novecentesco. I problemi dello stato sociale e l’ipotesi della “terza via”.
Il video dell’intervento del prof. Claudio De Boni

Letture: socialismo




MERCOLEDI’ 24 MAGGIO 2017: LE POLEMICHE CONTRO LO STATO SOCIALE, DALLA DESTRA NEOLIBERISTA ALLA SINISTRA RADICALE

Destra: - Critiche allo stato sociale prima dello stato sociale (Albert J. Nock; Ayn Rand) - Individualismo metodologico e concezione della vita associata (Friedrich von Hayek) - Modelli di anarcocapitalismo (Murray Rothbard) - Il concetto ultraliberale di giustizia (Robert Nozick). Sinistra: - Le promesse non mantenute (e non mantenibili) dello stato sociale (Thomas H. Marshall) - Cittadinanza, disciplina e controllo nello stato sociale (Michel Foucault) - «Società a una dimensione» ed effetti di repressione (Herbert Marcuse) - Critiche al workfare nell’operaismo italiano (Mario Tronti, Antonio Negri).

Il video degli interventi del prof. Gianluca Bonaiuti e della prof.ssa Silvia Rodeschini

Letture: polemiche contro lo Stato sociale da destra e da sinistra






MERCOLEDI’ 31 MAGGIO 2017: IL NEW DEAL AMERICANO: COSA E’ STATO. SPECIFICITA’ IN CAMPO ECONOMICO E DI WELFARE

Il sonoro dell’intervento del prof. Tiziano Bonazzi


Discorso inaugurale di Franklin Delano Roosewelt

La legislazione del New Deal




MERCOLEDI’ 7 GIUGNO 2017: PER UN BILANCIO
DELLE POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA, TRA PARADIGMA LIBERISTA E SOLIDARISMO

Il video dell’intervento della prof.ssa Giuliana Laschi

Luciano Gallino, Il modello sociale europeo e l’unità dell’UE





GIOVEDI’ 15 GIUGNO 2017: GIUSEPPE DOSSETTI: “MA IN OGNI MODO NON BISOGNA AVERE PAURA DELLO STATO”. LETTURA IN CHIAVE DI ATTUALITA DELLA RELAZIONE “FUNZIONI E ORDINAMENTO DELLO STATO MODERNO”, 1951

Il video dell’intervento del prof. Enzo Balboni

Contesto e parole chiave della relazione di G. Dossetti


http://www.istitutodegasperi-emilia-romagna.it/

domenica 2 luglio 2017

Sulla duplicità aspettuale del corpo

Dalla Prefazione di Silvano Tagliagambe
Perché nel mondo fisico esistono entità dotate di coscienza ed entità che, invece, ne sono sprovviste? Nel dibattito filosofico contemporaneo le teorie che indagano sul rapporto mente-corpo prendono come riferimento una concezione troppo vaga e astratta di corpo. Questa errata formulazione della nozione di corpo ha condotto, negli ultimi cinquant’anni, alla nefasta conseguenza di impedire la piena comprensione della coscienza. Lo scopo di questo libro è spiegare che esiste una sostanziale identità tra corpo e coscienza e delineare una nuova definizione di corpo a partire dalle proprietà che possiede e che determinano, ipso facto, il manifestarsi della coscienza. Per tutto il secolo scorso, fino ai giorni nostri, filosofi e neuro-scienziati, a partire da specifiche problematiche, hanno via via rintracciato nuove proprietà esplicative che caratterizzano l’essere coscienti, senza tuttavia sistematizzare le recenti acquisizioni in una nuova precisa visione d’insieme. «Il corpo cosciente» rappresenta lo sforzo originale e brillante dell’autore di ricomporre il puzzle della coscienza dando una nuova forma teorica alla nozione di corpo e alle sue ancora inesplorate risorse.

Massacra, Laura, Il corpo cosciente

Soveria Mannelli, Rubbettino, 2015, pp. 194, euro 15, ISBN 978-88-498-4389-7

RECENSIONE

domenica 25 giugno 2017

L' intelligencija borghese, lo Stato e la rivoluzione

E' morto Stefano Rodotà.
Non abbiamo mai condiviso l'idea d'una "democrazia reale" depurata della lotta tra le classi. Questa assenza concettuale è il limite dell'intelligencija borghese.
La società capitalistica, considerata nelle sue condizioni di sviluppo piú favorevoli, ci offre nella repubblica democratica una democrazia piú o meno completa. Ma questa democrazia è sempre compressa nel ristretto quadro dello sfruttamento capitalistico, e rimane sempre, in fondo, una democrazia per la minoranza, per le sole classi possidenti, per i soli ricchi La libertà, nella società capitalistica, rimane sempre, approssimativamente quella che fu nelle repubbliche dell'antica Grecia: la libertà per i proprietari di schiavi. Gli odierni schiavi salariati, in forza dello sfruttamento capitalistico, sono talmente soffocati dal bisogno e dalla miseria, che «hanno ben altro pel capo che la democrazia», «che la politica», sicché, nel corso ordinano e pacifico degli avvenimenti, la maggioranza della popolazione si trova tagliata fuori dalla vita politica e sociale. Democrazia per un'infima minoranza, democrazia per i ricchi: è questa la democrazia della società capitalistica. Se osserviamo piú da vicino il meccanismo della democrazia capitalistica, dovunque e sempre - sia nei «minuti», nei pretesi minuti particolari della legislazione elettorale (durata di domicilio, esclusione delle donne, ecc.), sia nel funzionamento delle istituzioni rappresentative, sia negli ostacoli che di fatto si frappongono al diritto di riunione (gli edifici pubblici non sono per i «poveri»!), sia nell'organizzazione puramente capitalistica della stampa quotidiana, ecc. vedremo restrizioni su restrizioni al democratismo. Queste restrizioni, eliminazioni, esclusioni, intralci per i poveri, sembrano minuti, soprattutto a coloro che non hanno mai conosciuto il bisogno e non hanno mai avvicinato le classi oppresse né la vita delle masse che le costituiscono (e sono i nove decimi, se non i novantanove centesimi dei pubblicisti e degli uomini politici borghesi), ma, sommate, queste restrizioni escludono i poveri dalla politica e dalla partecipazione attiva alla democrazia. Marx afferrò perfettamente questo tratto essenziale della democrazia capitalistica, quando, nella sua analisi della esperienza della Comune, disse: agli oppressi è permesso di decidere, una volta ogni qualche anno, quale fra i rappresentanti della classe dominante li rappresenterà e li opprimerà in Parlamento!
 (Lenin, Stato e Rivoluzione)

martedì 6 giugno 2017

Claudio Lolli: Il grande freddo

copertina dell'album Il grande freddo di Claudio LolliOtto brani e uno strumentale quelli che compongono Il grande freddo. Lo si potrebbe definire in tanti modi. In particolare per i testi che spesso galleggiano in quel fiume chiamato poesia. Filosofico, cinematografico, politico e personale sono gli aggettivi che potremmo usare ascoltando Il grande freddo che si presenta in tutta la sua delicatezza e profondità fin dalla grafica con cui l’artista salentino Enzo De Giorgi ha visualizzato i brani dell’album, “finestre pittoriche” come le ha definite lo stesso De Giorgi.
Claudio Lolli ritorna, in bello stile, dopo otto anni da Lovesongs (Storie di Note, 2009) e dopo undici da La scoperta dell’America (2006), l’ultimo disco di canzoni originali. E ci torna con Danilo Tomasetta (sassofoni) e Roberto Soldati (chitarre) musicisti del Collettivo Autonomo Musicisti di Bologna con cui produsse l’indimenticabile “Ho visto anche degli zingari felici” del 1976. Con loro troviamo anche Felice Del Gaudio (basso e contrabasso), Lele Veronesi (batteria e percussioni), Pasquale Morgante (piano e tastiere) e Paolo Capodacqua (chitarra).
Claudio Lolli
Un disco armonioso, costruito con atmosfere leggiadre e ovattate, arrangiamenti di levatura necessari a sostenere un racconto che parte anche dall’animo. Quell’animo che sembra mancare alla nostra società perché mostra indifferenza invece che solidarietà, dove si fa fatica a trovare l’amore. Delicati tocchi di pianoforte in pochi passaggi arricchiti dal sax che lascia spazio alla riflessione  
copertina dell'album Il grande freddo di Claudio LolliE quanto amore sprecato negli autobus tra gente che potrebbe volersi bene perché siamo tutti umani e mortali nella natura e nelle sue catene E quanto amore sprecato negli autobus in questo circo di gente diversa per cui la vita è soltanto una lotta ma è troppo spesso una battaglia persa
Una semplice e lenta bossa nova in Gli uomini senza amore: parla di uomini e di solitudini. Prigioniero politico, molto poco politica, autobiografica, pennellate di disillusioni, riflessioni sui ricordi incastonati in un ritmo più veloce e che vede una bella chitarra elettrica nella seconda parte. Senza dubbio il gioiello del disco
E non importa la luce negli angeli né la bellezza di un sorriso equivoco ma nei tuoi occhi io ero un prigioniero politico E poi Sai com’è, una ballata con arpeggi lievi e la voce di Lolli che essa stessa diventa narrato, poesia, appunto la lettera che, postuma, il partigiano Giovanni indirizza alla moglie Nori, il cui nome di battaglia era Sandra. Ma ricordo non solo la guerra e il terrore in quei campi in montagna io ho visto dei fiori un miracolo assurdo che invita all’amore e di tutti quei fiori il più bello eri tu, era la Nori
Non vi curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione
mentinfuga

Genere: cauntautorato Claudio Lolli Il grande freddo
etichetta: La Tempesta Dischi
data di uscita: 19 maggio 2017
brani: 9 durata: 48:35 cd: singolo

sabato 27 maggio 2017

Note per la cultura - 7 - A volte capita di pensare, scrivere, agire ...

Stupido è chi lo stupido fa!” questa è la frase che Tom Hanks nei panni di Forrest Gump usava per difendersi (intelligentemente) dagli attacchi di chi lo etichettava come stupido nell’omonimo film di Robert Zemeckis (1994).

Forrest aveva ragione perché il concetto di stupidità umana (argomento purtroppo vastissimo e ancora inesplorato adeguatamente dal punto di vista bio-psichico) è relativo e spesso utilizzato a sproposito: quasi sempre sono gli atti, le decisioni, le prese di posizione ed i dogmatismi a essere stupidi, in pratica i comportamenti, a configurare l'essere stupido. Si può essere stupidi di natura, ma spesso lo si è per propria volontà. Lo si è sopratutto quando si tradisce la fiducia degli altri ed intenzionalmente si adottano specifici atteggiamenti negativi denunciando uno stato alterato di coscienza.
Il termine deriva dal latino stupĭdus, derivato di stupēre «stupire»; in letteratura trasla nel significato di “preso da stupore, attonito, sbalordito”; ”che è in una condizione d’incapacità o insensibilità indotta da meraviglia, sorpresa, o da altre cause fisiche o morali”; Dante scrive “Non altrimenti stupido si turba Lo montanaro, e rimirando ammuta, Quando rozzo e salvatico s’inurba“; Manzoni: “sopportiamo non rassegnati ma stupidi il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile”. Nel significato di torpido, ottuso, o che induce uno stato di torpore, di ottundimento dei sensi o dell’intelletto, l'usa il Parini: “Non più serti di rose ... Ma stupido papavero, grondante Di crassa onda letea; come il vate: “succedeva al sopore stupido la quiete naturale del sonno” (D’Annunzio). Nell’uso comune: che ha, o denota, scarsissima intelligenza, lentezza e fatica nell’apprendere, ottusità di mente.
Quando s'affermò la teoria delle intelligenze multiple che sostiene la contestuale esistenza di altre diverse forme di intelligenza oltre a quelle logico-matematica e linguistica (Howard Gardner, Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell'intelligenza, 1987, 2002), sfidando il tradizionale punto di vista sull’intelligenza considerata come una capacità unitaria che può essere misurata attraverso i tests (tanto cari agli obnubilati INVALSI), non si era ancora pronti a degustare l'idea secondo la quale, nell'intrico delle connessioni neurologiche ove risiedono le localizzazioni neurofisiologiche delle competenze intellettuali autonome, c'è possibilità di altrettante plurime espressioni di ignoranza, ottusità, confusione, offuscamento, deficienza con il corollario di aberranti cedimenti psico-sociali (stereotipi e pregiudizi) e morali (disonestà intellettuale).
Spesso non ci si rende conto, ma la stupidità la si incontra, la si sopporta, la si combatte. Quando affiora il malessere relazionale, la concausa più pervasiva risiede nel comportamento dell'interlocutore portatore di stupidità. Per quanto riguarda i luoghi di produzione culturale – come la scuola, l'Università, l'intelligencija "diffusa" – le condotte evidenziate sono poste al centro di una dissennatezza generalizzata; tale irragionevolezza è data per lo più dalla compresenza d'una lacerazione di una memoria comune (rif. a paraocchi equini) e dallo smarrimento di ogni tensione morale (mors tua vita mea). Spesso la condizione di insania (contraddizioni tra pensiero, eloquio ed azioni) genera edulcorate narrazioni delle situazioni e le voci narranti producono menzogne. Si, è constatabile la contestuale presenza di “formazione culturale” e “stupidità”. Ciascun contributo di balordaggine, qualsiasi reperto d'una quotidianità pregna di oltraggio all'intelligenza, mira a mostrare come alcuni esiti tragici dello scivolamento dal “sapere” all'“essere come se non si sapesse” siano il precipitato di percorsi ritenuti normali, nonostante siano manifestamente la costituzione in medias res di rapporti miopi e poco avveduti. Percorsi sociali e professionali in cui gradualmente i saperi agiti – forse unico caso di autentica inter-transdisciplinarietà ! – nell’apparente e rassicurante oggettività ed equidistanza dalle loro formulazioni, hanno scavato il terreno su cui sono radicate le più rigorose e violente forme di stupidità sociale, perchè in rari casi si vive come il proprio sapere (consentirebbe). Anzi, quante più nozioni si posseggono, tanto più convenzionale ed incolta è la mentalità. Paradossale ?
Non più di tanto, considerata l'esperienza quotidiana.
Il dipanarsi della vicenda della mediazione tra l’essere ed il dover essere, nel percorso di consolidamento delle identità individuali e delle relazioni attori-mondo, lacera il “velo di Maya” che non è più sufficiente a coprire l'immonda ambiguità borghese. Identità, negazione ed alterità soffocata dalla stupidità diffusa, dislocate sul terreno bifronte della contrapposizione e della interiorizzazione reciproca, divengono coefficienti di una percezione di sé e dell’altro che deroga dal processo controverso dell’organizzazione dell’umano. Come si fa – testardamente – a non capire che il diaframma delle identità è via via aperto, seppure indefinitivamente, attraverso l’apporto della dialettica, sino a rivolgere la consapevolezza filosofica dell’essere, di là dai confini dell’autosufficienza, alla sua natura intimamente relazionale. É la stupidità, bellezza ! Stupidità ignara del fatto che il rispecchiamento di Sé nell’altro da Sé diviene, a diversa ragione, catalizzatore del superamento dell’autarchia del soggetto ed elemento qualificante il ruolo delle dinamiche di riconoscimento/misconoscimento nell’ambito della riflessione per migliorarsi. Da questa prospettiva, certo, ben si comprende come un’identità morbosamente bloccata, deprivata del rapporto con la propria base emozionale, “possa volgere tale struttura interiore di terrore e dominio in un terrorismo esterno, avendo proiettato e collocato nell’altro il fondo negativo della propria identità”.
Si tratta di prendere atto, nelle more dell’incipiente giuridicizzazione (la gabbia della formalità costituita) della società occidentale, il senso e la misura di un percorso mai domo di implementazione culturale, di incubazione progressiva e discontinua di stupidità che si mette in gioco e ragione. L’ignoranza dell'altro, innervata a ridosso dell’anticollettivismo premoderno, raccogliendo la vernacolare eredità medievale, precipita negli interstizi della contesa, giuridica ma non soltanto giuridica, tra civiltà e ignoranza. Per ora, nel contesto dato, si mostra solo una perniciosa penetrazione del pregiudizio nei luoghi della ragione.
Sono eliminabili la stupidità e le stereotipie ? È questo l’interrogativo che va acclarato, indagando tra i refusi della dia-logicità di matrice discriminatoria, tutt'altro, quindi, che inclusiva. Emergono intendimenti neotribali ed una diversificata nefasta progettualità che tende al “potere”, quand’anche intrise della medesima cifra di intolleranza e disprezzo dell’alterità. La maniera “civile” borghese è la foglia di fico d'una prassi dell'introversione che connota l’approdo di alcuni "operatori della cultura", unitamente ad altri profili professionali, nel porto sicuro del conservatorismo e della negazione della collaboratività, nel gruppale appello mistico e disperato alla resurrezione dell'innocuità del fare fine a se stesso, nell'ebbra coalizione contro presenze scomode non essendo più in grado di convivere neanche con la rituale tolleranza.
Contro quanto descritto, se il celebre dipinto “L'urlo” (1893) del pittore norvegese Edvard Munch stenta a conservare la sua alta dignità storico-artistica, il semplice urlo dolente ed antagonista formato black bloc fa la sua figura. Purtroppo, non ancora del tutto agli occhi degli stupidi.
La ragione ci comanda più imperiosamente assai d’un padrone;
perché disobbedendo al padrone, sarai disgraziato;
ma disobbedendo alla ragione, sarai uno sciocco - Blaise Pascal

giovedì 11 maggio 2017

IL MIO NOME È CORTO, CORTO MALTESE ... 20 maggio 2017 sulla costa adriatica

IL MIO NOME È CORTO, CORTO MALTESE

MARINAIO AVVENTURIERO GENTILUOMO DI FORTUNA

Progetto d’Alternaza scuola / lavoro (c. 33 – 43 L. n°ー 107/2015) Classe IV “C” Liceo delle Scienze umane « LA FILIERA DELLA CONOSCENZA – Produzione e commercializzazione del libro dalla cultura gutenberghiana a quella digitale » – Step: POSEIDON CULTURE Conservation plan – Il mio nome è corto, Corto Maltese” a cura del Centro di educazione e formazione S. Giorgio Scuola Cooperativa sociale a mutualità prevalente. Invito alla partecipazione all’iniziativa formativo-culturale di Sabato 20 Maggio 2017.

50 anni del personaggio di Corto Maltese

nato dalla creatività di HUGO PRATT

Sabato 20 Maggio 2017

Costa dei Trabocchi FOSSACESIA (CH) ORE 8:30
TRABOCCO PALOMBO ORE 13:30
VILLA MAYER – PARCO DEI PRIORI – FOSSACESIA (CH) ORE 16:00
(di fronte all’Abbazia di S. Giovanni in Venere)
Disegni di Piero Caruso – Immagini di Hugo Pratt – Film Produzione ITALIA-FRANCIA
Musica live: Simone D’Andreagiovanni (chitarra classica)
Simone Marini (fisarmonica e bandoneón)
Aspetti organizzativi e d’animazione
a cura della Classe IV Sez. “C” Liceo delle Scienze umane
in attività d’alternanza scuola – lavoro
Organizzazione:
SAN GIORGIO SCUOLA EDUCAFORM – PESCARA
LICEO STATALE G. MARCONI di PESCARA
TEMA CONDUTTORE: Conoscenza del personaggio CORTO MALTESE, (Marco Steiner ha lavorato per ben 13 anni con HUGO PRATT) – Propensione al VIAGGIO, curiosità verso il MISTERO, inclinazione a guardare oltre le apparenze. Corto, moderno Ulisse s’inserisce nella costellazione dei grandi viaggiatori, dei visionari che sognano la magia dell’oriente, degli uomini che considerano l’AVVENTURA come una pulsazione essenziale per creare e rigenerare la vita stessa, di coloro che considerano il viaggio non come raggiungimento di una meta, ma come un percorso fisico e spirituale. La Curiosità di Corto Maltese è importante per affrontare percorsi che rasentano il limite tra sogno e follia perché sa che ogni cambiamento non sarà altro che un ulteriore passaggio. Tra le letture preferite di Corto (anche se spesso lo fa addormentare) c’è L’Utopia di Tommaso Moro, filosofo londinese. Non è un caso. In quel libro si narra di un navigatore, tal Raffaele Itlodeo, che scopre un’isola ideale, l’isola di Utopia, appunto, che vuol dire “In nessun luogo”. Tommaso Moro denunciava le società che prima creano i ladri e poi li puniscono. Corto invece ci vive tra i ladri, senza illusioni. Combatte i criminali perchè fanno venale mercimonio di tutto ciò che nutre i sogni, cioè la vita.
“…Tutti gli uomini sognano, ma non nello stesso modo. Quelli che sognano di notte, nelle pieghe polverose dei loro pensieri, si svegliano di giorno e sognano che tutto era vanità. Ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, poiché possono vivere il loro sogno ad occhi aperti per renderlo possibile” (Rif. a T. E. Lawrence)
INTERVENTI:
  • MARCO STEINER – SCRITTORE DEI ROMANZI «OLTREMARE», «IL CORVO DI PIETRA» e «L’ULTIMA PISTA», SELLERIO, PALERMO, CADMO, FIRENZE
  • PIERO CARUSO RICERCATORE SCIENTIFICO IN CIVILTÀ E SOCIETÀ DEL MEDITERRANEO
  • GIOVANNI DURSI DOCENTE M.I.U.R di Filosofia e Scienze umane: Il viaggio: Aspetti antropici, biopsichici e filosofici
  • BARBARA FRANCESCA PAMBIANCHIPROGETTO POSEIDON SAN GIORGIO SCUOLA di PESCARA
  • MARIA DI DEDDADOCENTE M.I.U.R di Filosofia e Scienze umane: Referente Progetto d’A SL « LA FILIERA DELLA CONOSCENZA – Produzione e commercializzazione del libro dalla cultura gutenberghiana a quella digitale »
MUSICHE:
  • SIMONE D’ANDREAGIOVANNI Esecuzione di brani con la chitarra classica
  • SIMONE MARINI – Esecuzione di brani con fisarmonica e bandoneón
MOSTRA d’acquerelli e tempere su CORTO MALTESE dell’artista PIERO CARUSO (Collezione privata 2013-2017)
IL MIO NOME È CORTO, CORTO MALTESE
MARINAIO AVVENTURIERO GENTILUOMO DI FORTUNA
50 anni del personaggio di Corto Maltese
nato dalla creatività di HUGO PRATT
Sabato 20 Maggio 2017

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

SABATO 20 MAGGIO 2017 Dalle 8:30 alle 20.30 – COSTA DEI TRABOCCHI
● RITROVO PRESSO SEDE LICEO MARCONI ORE 8:30
● PARTENZA degli studenti in AUTOBUS PER IL BORGO ACQUABELLA RISERVA NATURALE ACQUABELLA ORTONA ORE 8:45
● ARRIVO AL BORGO DEI PESCATORI DEL 1700 CONTRADA MORO ORE 9:45
● PASSEGGIATA STORICA E NATURALISTA FINO ALLE ORE 12:00 (BASILICA DI SAN MARCO-BORGO- STORIA DEI PESCATORI dell’800 e 900)
● PARTENZA PER IL TRABOCCO PALOMBO (FOSSACESIA MARE) – INCONTRO CON I RELATORI – TECNICHE DI PESCA E FUNZIONAMENTO DEL TRABOCCO DALLE ORE 12:00 alle ORE 13;:00
● PRANZO COMUNITARIO SUL TRABOCCO CON L’AUTORE MARCO STEINER ORE 13:30 – 15:30 (per la scuola: euro 20 a persona per tutti i partecipanti, max n° 60)
● PRESENTAZIONE “IL MIO NOME È CORTO, CORTO MALTESE” DALLE Ore 16:00 alle 19:00 presso IL PARCO DEI PRIORI DI FOSSACESIA (CH) VILLA MAYER – VISITA DELL’ABAZZIA DI SAN GIOVANNI IN VENERE (XII SECOLO) DALLE Ore 19.00 alle 20:00
● PARTENZA PER PESCARA LICEO MARCONI ARRIVO PREVISTO Ore 20.15 circa.
Aspetti organizzativi e d’animazione a cura della Classe IV sez. “C” Liceo delle Scienze umane in attività d’alternanza scuola – lavoro
PATROCINIO e SPONSOR DELLA MANIFESTAZIONE
COMUNE DI FOSSACESIA (CHIETI) – Patrocinio
B/B VILLA LETIZIA PESCARA
BRUNO VERI’ COSTA DEI TRABOCCHI – FOSSACESIA (CH)
PROGETTO POSEIDON SAN GIORGIO SCUOLA
Nel corso del secondo anno di attività d’alternanza scuola – lavoro (c. 33 – 43 L. n°ー 107/2015) della Classe IV “C” Liceo delle Scienze umane, la collaborazione con il Centro di educazione e formazione S. Giorgio – nella realizzazione del percorso progettato, attuato, verificato e valutato, sotto la responsabilità dell’Istituzione scolastica, sulla base di apposite convenzioni – genera un successivo step che valorizza l’apprendimento degli studenti relativo ad una circostanza organizzativa di un evento culturale agendo con forte valenza orientativa correlata al “Repertorio delle qualificazioni e dei profili professionali della Regione Abruzzo” (Giunta regionale d’Abruzzo – Dipartimento sviluppo economico, politiche del lavoro, istruzione, ricerca e università), definite in coerenza con le indicazioni comunitarie e le disposizioni nazionali vigenti.
In particolare, nell’intera giornata di Sabato 20 Maggio 2017, gli studenti saranno impegnati nella realizzazione d’attività d’animazione culturale, finalizzate al rafforzamento della conoscenza del territorio e delle competenze relazionale ed organizzativa (gestire le informazioni e risorse disponibili, attuare ed eseguire compiti previsti, risolvere problemi e gestire i comportamenti) volte alla necessità di mantenere un tessuto sociale vivo, di valorizzare le tradizioni culturali, il patrimonio paesaggistico, specificità locali e contemporaneamente far dialogare questa valorizzazione con quella delle culture d’altra provenienza, in questo caso, artisticamente, letterariamente e storicamente evocate.
La giornata rappresenta un’opportunità di
  1. conoscenza del personaggio Corto Maltese, (sarà presente Marco Steiner che ha lavorato per ben 13 anni con Hugo Pratt che presenterà “Il mio nome è corto, Corto Maltese” – MARINAIO AVVENTURIERO GENTILUOMO DI FORTUNA 50 anni del personaggio di Corto Maltese nato dalla creatività di Hugo Pratt),
  2. verificare la propensione al viaggio, l’esercizio della curiosità verso l’ignoto e l’inclinazione a guardare oltre le apparenze
  3. attraversare ed esplorare il BORGO ACQUABELLA RISERVA NATURALE ACQUABELLA di ORTONA, il Borgo dei pescatori (1700) in CONTRADA MORO, il Trabocco PALOMBO (Fossacesia al mare) e la passeggiata storico-naturalistica, contestualizzando il personaggio di Corto, moderno Ulisse, inserendolo nella costellazione dei grandi viaggiatori, dei visionari che immaginano la realtà d’Oriente
  4. valorizzare l’aspetto d’impresa degli uomini che considerano l’avventura come una pulsione essenziale per creare e rigenerare la vita stessa
  5. di considerare il viaggio non come raggiungimento di una meta, ma come un percorso fisico e spirituale coessenziale all’adattamento esistenziale contemporaneo

Il compito di realtà «avente caratteristiche di complessità di trasversalità» che gli studenti affrontano con tale iniziativa formativa «trasferendo procedure e condotte cognitive in contesti e ambiti di riferimento moderatamente diversi da quelli resi familiari dalla pratica didattica … [costituendo] il prodotto finale degli alunni su cui si basa la valutazione» (Linee guida), si presta alla corale partecipazione di tutti i Docenti, degli operatori dell'informazione e della promozione culturale e di tutti coloro interessati che dovranno segnalare alla Prof.ssa M. Di Dedda la loro adesione all’iniziativa.