menti in fuga - le voci parallele

menti in fuga - le voci parallele / menti critiche / @Giovanni_Dursi / Atomi reticolari delle "menti critiche", impegnati nella trasformazione sociale e "messa in questione del rapporto tra la forma capitalista (intesa come Gestalt, come forma della percezione) e la potenza produttiva concreta delle forze sociali, particolarmente la potenza dell’intelletto generale"
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domenica 26 marzo 2017

Bill Viola. Rinascimento elettronico

Organizzata da: Fondazione Palazzo Strozzi in collaborazione con Bill Viola Studio
A cura di: Arturo Galansino e Kira Perov
Dal 10 marzo al 23 luglio 2017 la Fondazione Palazzo Strozzi presenta al pubblico Bill Viola. Rinascimento elettronico, una grande mostra che celebra il maestro indiscusso della videoarte contemporanea.
In un percorso espositivo unitario tra Piano Nobile e Strozzina la mostra ripercorre – attraverso straordinarie esperienze di immersione tra spazio, immagine e suono – la carriera di questo artista, dalle prime sperimentazioni degli anni settanta fino alle grandi installazioni successive al Duemila.

Esplorando spiritualità, esperienza e percezione Viola indaga l’umanità: persone, corpi, volti sono i protagonisti delle sue opere, caratterizzate da uno stile poetico e fortemente simbolico in cui l’uomo è chiamato a interagire con forze ed energie della natura come l’acqua e il fuoco, la luce e il buio, il ciclo della vita e quello della rinascita.
Nella cornice rinascimentale di Palazzo Strozzi si crea soprattutto uno straordinario dialogo tra antico e contemporaneo attraverso un inedito confronto diretto delle opere di Viola con quei capolavori di grandi maestri del passato che sono stati per lui fonte di ispirazione e ne hanno segnato l’evoluzione del linguaggio.
Si celebra così la speciale relazione tra Bill Viola e Firenze. È qui infatti che l’artista ha iniziato la sua carriera nel campo della videoarte quando, tra il 1974 e il ’76, è stato direttore tecnico di art/tapes/22, centro di produzione e documentazione del video. Il rapporto di Viola con la storia e l’arte viene inoltre esaltato attraverso importanti collaborazioni con musei e istituzioni quali il Grande Museo del Duomo, le Gallerie degli Uffizi e il Museo di Santa Maria Novella a Firenze, ma anche con le città di Empoli e Arezzo.



Con il patrocinio di
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
United States Mission to Italy

Con il sostegno di
Comune di Firenze
Camera di Commercio di Firenze
Associazione Partners Palazzo Strozzi
Regione Toscana

Con il contributo di
Fondazione CR Firenze

Main Sponsor
Banca CR Firenze / Intesa Sanpaolo

Con la collaborazione di
Fondation Etrillard

domenica 5 febbraio 2017

Punti di vista di Luciano Ventrone

PUNTI DI VISTA 4 Febbraio – 9 Aprile 2017 Museo delle Genti d’Abruzzo, Pescara - Vernissage 4 febbraio ore 17.30

museo delle genti d'ABRUZZO

Dopo una lunga attesa, torna a esporre in Italia con Punti di Vista l’artista Luciano Ventrone, mostra a cura di Mariano Cipollini. Il lungo percorso espositivo, allestito nel Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara, aprirà le porte il prossimo 4 febbraio e sarà visitabile fino al 9 aprile 2017. L’esposizione, promossa dall’Associazione Archivi Ventrone, si avvarrà di un nutrito e importante numero di opere provenienti sia dalla raccolta del maestro sia da collezioni private e pubbliche. La mostra si avvale del patrocinio della Regione Abruzzo, la quale sarà presente con una tela tra le più rappresentative del pittore.

Per la prima volta tutte le tredici sale espositive del Museo sono state messe a disposizione di un solo artista. Nell’intento di creare un movimento sinergico tra i reperti presenti nella collezione permanente e l’incontro con i lavori di Ventrone, la mostra traccia un percorso espositivo particolarmente strutturato, una nuova concezione d’iter all’insegna della contemporaneità. Tutto mirato a riattualizzare le letture storico - antropologiche del complesso espositivo passando attraverso una narrazione “atemporale, ammaliatrice e ingannevole” che Ventrone fa della realtà. Attualizzazione ardita e intelligente, voluta sia dal direttore della struttura museale, Ermanno De Pompeis, quanto dal suo presidente Roberto Marzetti.
Punti di Vista non si presenta solo come una rilettura filologica delle nature morte del maestro, ma è protesa a riconsiderare e rivedere alcuni aspetti fondamentali che fanno di Ventrone un artista delle avanguardie. I lavori dell’ultimo ventennio sono messi in relazione con le sperimentazioni che l’hanno formato, dai primi anni sessanta, per circa un quindicennio, sotto la guida iniziale di G. Capogrossi.
Secondo quanto scritto dal curatore Mariano Cipollini: “Non si può pensare che Luciano Ventrone non sia espressione di quell’avanguardia artistica che, prescinde dall’utilizzo di qual si voglia forma, anche se nel suo caso è innegabile il peso del risultato estetico e percettivo, peso che, come ho già detto, non ne compromette la matrice concettuale che gli appartiene. Matrice che, pur contraddicendosi nel passare attraverso i canonici riferimenti riconducibili a forme artistiche giudicabili e comprensibili, ne manifesta altresì contenuti e concetti che si ristrutturano ex novo attraverso una significazione che, nel suo caso, se non passasse attraverso le nature morte, sarebbe difficilmente esprimibile”.
Mostra dalle molteplici sfaccettature, Punti di Vista ci svela un Ventrone maturo e complesso, stimolato dall’ambiente che lo accoglie a relazionarsi in uno spazio dove il manufatto esposto è parte in causa anche del suo narrato: “I suoi lavori, veri e propri oggetti semiotici, oltre a fornirci nozioni teoriche collaudate, trasformano una nuova intuitiva descrizione in una vera interpretazione.”

(Mariano Cipollini)

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PUNTI DI VISTA
posticipata al 4 Febbraio fino al 9 Aprile 2017
Vernissage ore 17.30
Mostra Personale di Luciano Ventrone
A cura di Mariano Cipollini
Allestimento curato da Alessandra Moscianese, Francesco Perozzi

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virtual tour

Museo delle Genti d’Abruzzo
Via delle Caserme, 24 Pescara
Per info sugli orari di apertura consultare il sito www.gentidabruzzo.it

Aperto su prenotazione per gruppi e scolaresche Tel: 085.4510026

Ufficio Stampa
Giulia Smeraldo
Sara Salucci

artcomunicazione@gmail.com

Associazione Archivi Ventrone
Via Corinto, 31 Roma

info@associazionearchiviventrone.com

sabato 9 aprile 2016

Sex secondo Bedri Baykam

Un romanzo provocatorio, scabroso, sfacciatamente maschilista, che ha previsto con dieci mesi di anticipo i fatti dell’11 Settembre

Il libro
Un fotografo che cerca di ridurre la propria vita a un puro sguardo e che non può fare a meno di espugnare ogni orifizio delle sue amanti.

Un miliardario che, in attesa di conquistare il mondo, sborsa cifre vertiginose per portarsi a letto qualunque donna incontri.
Una ricercatrice che domina ogni campo di una scienza in evoluzione spasmodica. Il tutto in una dimensione parallela, dove una Turchia di inizio Millennio è il primo paese al mondo per civiltà e sviluppo. Personaggi in stallo per scelta e supereroi; nausee esistenzialiste e necessità di marcare il territorio; estetiche da comics di fantascienza anni ‘50 e anime anni ‘70, trash, fetish, cyber-punk e paesaggi ossianici; la paura della morte, i limiti della scienza, l’amore per una lolita come unica chance di fermare la vita sul fotogramma più intenso e l’esigenza di andare avanti, di scoprire, di sapere. Baykam condensa in Sex tutti i cliché e le contraddizioni di un secolo, il Ventesimo, troppo grande per essere contenuto in cento anni.
L'autore
Artista di fama internazionale (paragonato in patria a Andy Warhol), scrittore, intellettuale scomodo, Bedri Baykam è nato nel 1957 ad Ankara, in Turchia. Figlio di un membro del parlamento turco e di una madre architetto e ingegnere, ha iniziato a dipingere prestissimo e a soli sei anni le sue opere erano già esposte a Berna, Ginevra, Vienna, Parigi, New York, Washington, Londra, Roma, Monaco, Francoforte, Stoccolma, facendogli guadagnare la fama di ragazzo prodigio. 

Ha studiato a Parigi, conseguendo un MBA alla Sorbona e frequentando un corso di arte drammatica all’Actorat. Dopo essersi trasferito negli USA e avervi studiato per parecchi anni, ha fatto defi nitivo ritorno in patria nel 1987. Attualmente vive a Istanbul, con la moglie e il fi glio. Sex, vero e proprio romanzo scandalo, posto sotto sequestro dalla magistratura turca in quanto definito “osceno, indecente e pericoloso”, e successivamente riabilitato, ha ottenuto un grandissimo successo di vendite e di pubblico ed è stato tradotto in numerosi paesi.
INCIPIT

Una recensione (By Sergio G. Caredda) - Nel 2000 quando è uscito in Turchia, il libro “The Bone”1 di Bedri Baykam fece scandalo, e ne fu immediatamente bloccata la circolazione, in quanto giudicato “osceno”. Solo successivamente fu riabilitato, anche se dopo una lunga diatriba legale, e si avviò a divenire un caso2. Innanzitutto pittore e performer, Bedri Baykam, natp ad Ankara nel 1957, è celebre in Turchia per il suo anticonformismo e la sua arte di frontiera. Quando nel 2000 decise di dare alle stampe (peraltro in privato) questo libro, l’idea era chiara: mettere alla prova la laicità e la tolleranza di uno stato, quello Turco, attanagliato da mille contraddizioni.

“Sex” è un romanzo porno-fantascientifico, in cui si alternano scene di sesso gratuite e volgari, a scenari di fantapolitica sia domestica che internazionale. Il mondo in cui si muove Selim, personaggio centrale del libro, è un mondo in cui la Turchia ha un posto centrale nell’economia, un posto dove Bill Gates è diventate presidente degli Stati Uniti (ma ce l’ha ancora con Saddam Hussein), un posto dove, purtroppo, i paesi poveri si fanno la guerra a suon di testate nucleari, dove a Cuba governa Ernesto Che Guevara e dove un Boeing 797 si schianta sulle Torri Gemelle di New York a seguito del suicidio del pilota, deluso in amore.

La copertina riporta la seguente frase:

Un fotografo che cerca di ridurre la propria vita a un puro sguardo e che non può fare a meno di espugnare ogni orifizio delle sue amanti. Un miliardario che, in attesa di conquistare il mondo, sborsa cifre vertiginose per portarsi a letto qualunque donna incontri. Una ricercatrice che domina ogni campo di una scienza in evoluzione spasmodica. Il tutto in una dimensione parallela, dove una Turchia di inizio Millennio è il primo paese al mondo per civiltà e sviluppo. Personaggi in stallo per scelta e supereroi; nausee esistenzialiste e necessità di marcare il territorio; estetiche da comics di fantascienza anni ‘50 e anime anni ‘70, trash, fetish, cyber-punk e paesaggi ossianici; la paura della morte, i limiti della scienza, l’amore per una lolita come unica chance di fermare la vita sul fotogramma più intenso e l’esigenza di andare avanti, di scoprire, di sapere. Baykam condensa in “Sex” tutti i cliché e le contraddizioni di un secolo, il Ventesimo, troppo grande per essere contenuto in cento anni.
Gli scenari trascendentali e onirici ci sono tutti, un po’ cyber-punk, un po’ trash, un po’ legati ad un’ossessione sessuale esasperata. Sebbene non riesca certo a considerarlo un capolavoro della letteratura, credo che il libro vada contestualizzato nella cultura della sua provenienza. I richiami continui alla politica locale turca sono evidenti, e l’intero romanzo sembra assumere i contorni di un graffiante j’accuse contro il rischio, sempre più concreto, di una Turchia meno europea e più islamica.
E allora nella mente dell’artista (si nota la sua provenienza dalla arti visive in molti tratti del libro) si dispiega il disegno di rappresentare il riscatto attraverso l’eccesso, sotto tutti io punti di vista: disegnando un mondo in cui tutto (o quasi) gira attorno al sesso, in cui uno dei divertimenti praticati nei casinò è la “Roulette Russa”4, ma anche un mondo che sembrerebbe aver fatto meglio i conti col proprio passato (lo Stadio di Istanbul risulta, nel libro, intitolato al poeta Nazim Hikmet). L’intento catartico è evidente, ma forse non pienamente comprensibile ad un lettore, quello italiano, che non comprende più della metà dei personaggi turchi citati (di certo non a sproposito) nel testo. La storia, alla fine, è inconsistente, sfilacciata, fatta di lampi e sprazzi ma con l’assenza di un filo rosso. Anzi, questa assenza motiva ancora di più a cercare la forza di questo libro nella sua testimonianza profonda dell’esistenza di una Turchia laica, democratica, moderna. In definitiva, un libro dalle tinte forti che forse non piacerà a tutti (a meno che non si cerchi la dimensione pornografica), con un contenuto leggibile a più livelli, in ogni caso dirompente.